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La seconda puntata de “L’opposizione Americana”, la rubrica di Webster Tarpley dedicata alle elezioni americane.

(1615)

  • Gianluigi Crispino

    Bravissimo giornalista. Anche negli Stati Uniti d’America c’è una voce e mi auguro più voci critiche. Spero che si rafforzino e che prima o poi si organizzino attivamente anche a livello politico.
    E’ sempre un piacere per me sentire come anche nel cuore dell’Impero sussistano piccole crepe che a lungo andare possono diventare voragini.
    Tanti tanti auguri di buon lavoro caro giornalista….

    • Mylan Key

      Anche da noi e’ passato questo tipo di dibattito. Ha chiuso le crepe della discussione, messe esclusivamente in tv a ribollite continue, e ci fara’ rimanere di fatto negli eventi europei e mondiali. . Per il momento ancora morbidi, sia dentro il paese, in Europa, e nel mondo. ( non per tutti ). Ma il domani e’ dietro l’ angolo e quando si muove si muove sempre al peggio. Lento o veloce che sia. Ma stringe alla gola e basta. Siamo come le placche tettoniche nella loro spinta massima a ciclicità’ ritardata. Un terremoto qua e un terremoto la, ma poi arriva il big bang.

      • Angelica Barbieri

        Tesoro..in parte hai ragione..ma in parte credo tu abbia bisogno di un pò di riposo.: va bene essere catastrofisti..ma insomma..se si vogliono modificare le cose bisogna anche trovare in noi un pizzico di ottimismo. ;-) Quante ore vi fanno lavorare in America?

  • Mylan Key

    = …. non c’e’ nessuno fra rappresentanti e sostenitori, e americani inseriti in societa’, vale a dire non disoccupati o emarginati, che non faccia parte di una chiesa, una religione, un movimento, o di un’ organizzazione finanziaria e politica, dove vi si aggregano secondo interesse, potere, o semplice proselitismo da show.
    Quando si dice che l’ universalita’ della chiesa religiosa e civile e’ tutta una pasta.
    La societa’ con il sopruso degli eletti, ha permesso e forzato l’ uso del furto, per poi poter tagliare mani. E’ per questo che l’ esposizione politica per la soluzione dei problemi, non e’ mai al cuore del problema, ma alla sua drastica soluzione ….. apparente. E qui volano i temi duri e le eventuali critiche etiche.

    = Per quanto riguarda manipolazioni del voto, menzogne, promesse, e discrediti altrui, ce ne sono pochi che fanno scuola come qui in Italia, zona parlamento – 5 S Siamo arrivati senza finanziamenti multimilionari, a insediare governi totali e con carta bianca, da un vecchietto con tanto di immunità’ salutare e mafiosa di casta.
    ” O tutti con noi e con loro, a forza, o e’ la fine, e voi siete tutti delinquenti e di conseguenza, populisti e terroristi ” . Siamo noi la continuazione delle specie.
    Buttate l’ occhio in Siria e poi lo butterete in Ucraina, e poi nel tempo prossimo a venire, su Usa e Russia, in un sol colpo. Fra non molto gli italiani si godranno la continuazione del pareggio di bilancio Europeo frode bancaira imperialista tedesca.

    = Basta fare solo delle semplici verifiche e si arriva alla conclusione.
    1) In estremis, si rovesciano persino le votazioni di uno stato per eleggere un presidente non vincente, e con l’ approvazione della corte suprema. Bush Florida
    2) Chi piu’ e’ finanziato dall’ elite’ americana del potere bisnes banche, e piu’ gode di sostegno mediatico, aggregazione, e organizzazione. Tutto costa salato.
    Quindi, chi decideranno di eleggere, e’ gia eletto. Bush ando’ dal suo pastore evangelico a farsi benedire in nome di dio per la missione in Iraq. Negli usa e’ come essere in vaticano. C’e’ un ecumenismo di base con liberta’ di scelta.
    Le chiese hanno tutte un campanile. ( si fa’ per dire)
    3) Non c’e’ mai stato nessuno, sia nella corsa come rappresentante del proprio partito, in seno al partito che dovra’ vincere e portare un presidente, che non abbia mai mollato a favore del prescelto. La pena della continuazione, puo’ costare le denunce omesse verso degli avversari eticamente da sconfiggere, o essere messo alla gogna mediatica con qualche scheletro nell’ armadio, o qualche trovata da diffamazione. Sicuramente, nella post sconfitta scontata, avranno guai in tanti aspetti della loro vita, economica o d’ immagine, e di rappresentanza nelle loro sedi di prestigio e aggregate.
    Quindi, quando la pantomina e’ giunta al suo punto ottimale, mano a mano, candidati del proprio partito o opposizione, devono farsi da parte. Traumaticamente, o con stile. ( Berlusconi, Strauss, Assange,
    4) Se i candidati americani, rappresentano tutte le tendenze inimmaginabili della sostanza elettorale americana, la Clinton al primo incontro, batte tutti, prende il trono mediatico televisivo, e mette a tacere l’ ago della bilancia della qualita’ e del sistema americano e sociale, non denuncia cosa sia l’ ISIS e il suo programma nel test a test atomico con la Russia, e lascia strada libera alla sua continuazione.
    5) Se gli americani stanno bene, cambiare e’ un grande rischio e logorio inutile.
    La continuazione Clinton, Bush, Obama, e Clilnton, e’ regolare.
    Se e’ riuscito a fregare gli americani un Martin Luter King, meglio stare nella propria parrocchia, piu’ sicura di prima. America, sempre avanti.
    Trump denuncia l’ isis usa ma e’ sbruffone e fascista e razzista, gli altri predicano il bene ma non sanno come eliminare il male, altri partono a razzo per parti di potere e interessi interni, ma chi vince, e’ sempre il frutto dello stesso meccanismo e societa’.
    Anche se la Clinton non vincesse, vincerebbe un altro Obama, e se guardate bene, non e’ stato fermo nella continuazione del tutto. E? stato come l’ Europa con L’ italia e l’ italia e auropa in seno mondiale.
    Il prossimo in forma Obama e non nella peggiore Clinton crea ISIS e company, durerebbe poco, come interfaccia degli eventi, perche’ e’ nella misura degli eventi mondiali, che abbisogna di un presidente forte, e determinato.
    Qui c’e’ da continuare l’ ISIS e avere la faccia tosta di usare le atomiche.
    Ci vuole un presidente che sappia essere mobido alla Obama, ma allo stesso tempo deciso al peggio, senza tirarsi indietro.
    Fra tutti, la candidata per questo tempo, in seno USA, non puo’ essere che la Clinton.
    Gli altri sono di concorrenza morale, economica, e sociale, con tutti i temi mistificatori o caldi del momento e della situazione di propaganda elettorale, ma tutto in america vuole e chiede, di non essere sommerso da nessuno, ne cinese e ne islamico, ne comunista e ne armato, e oltre che averne qualita’ di gestione dello stato economico e sociale, che un presidente sia pure un pugno di ferro a livello mondiale.
    Queste caratteristiche, le sa’ manifestare solo la Clinton. Purtroppo.
    L’ america rimane una nazione fortemente strutturata e fondata sull’ economia politica militare finanziaria imperialista. RImane in piedi con questa tessitura.
    Inseparabile. E un presidente disarmato, e’ come un’ america con la testa mozza.

  • Gianfranco Menotti

    Elezioni buffonate …i burattinai in sottofondo…il mondo in balia dei finanzieri guerrafondai.

  • Angelica Barbieri

    Speriamo non vinca la Clinton..sarebbe la continuazione del regime di Obama.