9 febbraio 2009

In morte di Eluana

di Giulietto Chiesa

Eluana è morta, noi siamo vicini alla sua famiglia in questo momento di dolore. Non era questo che chiedeva suo padre: di portare cioè questa morte al centro di una incivile disputa nazionale.Ha agito, suo padre, con senso di umana pietà e di giustizia. Ha dato un alto esempio di tragica umanità. Dovremmo essergli grati. Non erano trascorsi minuti dall'epilogo che è cominciata la sarabanda degli sciacalli. Hanno cercato di usare questo autentico dramma umano e civile per scopi di parte, di bassa cucina politicante, di aggressione alla democrazia. Guidati dall'eversore che guida un governo di eversori, coadiuvati da una gerarchia cattolica che ha sposato il messaggio del più pagano dei governi che l'Italia abbia mai avuto nella sua intera storia democratica, poggiando su convergenze equivoche provenienti da un'opposizione finta, i portatori delle pulsioni più reazionarie di questo nostro sfortunato paese
stanno tentando di scardinare la nostra Costituzione. Hanno come fine il sopruso. Vogliono esercitare, essendo minoranza, il sopruso della maggioranza. Dovremo stare in guardia perchè l'attacco alle libertà è cominciato. Sul corpo di Eluana.
Giulietto Chiesa

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Eversione

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L'"operazione Eluana" è un atto apertamente eversivo dell'ordine costituzionale ancora, nonostante tutto, esistente. Il capo del governo italiano, che ha giurato fedeltà alla Costituzione, annuncia - rispondendo al Capo dello Stato, che, in nome della Costituzione, non firma un decreto illegale - di avere intenzione di "modificare la Costituzione". Non c'è dunque il minimo equivoco circa quello che sta accadendo: si tratta di un tentativo di colpo di stato, di un atto eversivo che il capo del potere esecutivo annuncia contro entrambi gli altri poteri dello Stato di diritto, il Parlamento e l'Ordine Giudiziario. E contro il garante della divisione dei poteri, cioè il Presidente della Repubblica.
Ammette dunque, il fellone, di star facendo una cosa illegale. Ma la fa ugualmente.
Non sappiamo se già, a questo punto della disputa, si possa parlare di reati del rango dell'alto tradimento e dell'attentato alla Costituzione. Ma sospettiamo che siamo già molto vicini a questa soglia. Sicuramente ci stiamo avviando all'uscita dal terreno della disputa democratica e all'ingresso sul terreno degli atti di forza. Prepariamoci a resistere, in tutte le forme lecite, incluse quelle legali, certamente chiamando a raccolta tutte le forze disponibili. Resta solo una notazione a margine: questo è il punto terminale di uno scivolamento durato 19 anni. Con questo figuro, eversore e piduista fin dai suoi primi vagiti politici, la sinistra ha dialogato, accreditandolo come un interlocutore. Adesso dovrebbe essere chiaro che si è introdotto nel corpo democratico del paese un cavallo di Troia che con la nostra democrazia non aveva intenzione di convivere.
Vorremo sperare che questa prova decisiva aiuti tutti a capire che chiunque dialoghi con l'eversione diventa complice di essa.
Giulietto Chiesa

 

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