22 giugno 2009
Qui di seguito la lettera che abbiamo inviato ai nostri sottoscrittori e sostenitori.
Tra le quattromila adesioni al progetto Pandora raccolte a partire dall'appello di marzo 2008 c'è anche la tua. Vuol dire che ti aspettavi il grande cambiamento che si preparava nel mondo, e volevi che la crisi non venisse raccontata solo da chi l'aveva causata. Sapevi che i grandi organi di informazione erano pronti a deluderti ancora di più: la TV che nasconde la crisi, che non vede i pericoli per la democrazia, che ti rovescia addosso le bugie di guerra, che vuole solo intrattenitori mediocri e cortigiani e manda via quelli bravi e liberi, e intende amministrare i tuoi pensieri.
Perciò, quando hai firmato, Pandora ti è apparso un format televisivo diverso, innanzitutto perché gradiva che fossi anche tu l'editore, senza padroni. E poi perché voleva portare a tante persone le notizie che mancavano. Sapevi che milioni di cittadini ormai comunicavano con la Rete, ma molti di più non lo facevano, e non leggevano nemmeno i giornali: la TV era importantissima.
Fai dunque parte di un club che ha idee più coraggiose di tutti. Quattromila persone attente all'emergenza che minaccia l'informazione e la libertà.
Il problema è che quattromila idee coraggiose non bastano, se appena mille persone hanno sottoscritto i fondi necessari a partire. All'appello mancano ancora molti sottoscrittori, fra quanti avevano pure comunicato la disponibilità a versare almeno 100 euro. È la maggior parte. È meno di 1 su 4.
Noi stessi abbiamo commesso errori di valutazione. Non abbiamo calcolato in modo realistico le grandi difficoltà che ci trovavamo di fronte: la profonda crisi culturale e democratica del paese, la spaccatura a sinistra tra intellettuali ormai incapaci di trovare un linguaggio comune e comuni obiettivi, un pubblico sempre più annichilito dall'agonia dell'informazione, una crisi economica vasta, tale per cui molti di voi, pur volendo, non avevano modo di aiutarci concretamente.
Finora sono stati raccolti soltanto 114mila euro. È tanto, a pensarci, ma ancora poco.
Sono stati spesi per realizzare servizi, comprare attrezzature, rimborsare chi ha girato per noi, ma quasi tutti nella redazione hanno lavorato a costi non di mercato. Un gruppo di ragazzi ha lavorato perfino gratuitamente per mesi, credendo nel progetto: c'è tutto l'orgoglio di aver costruito un archivio di notizie diverso, si parlasse di Gaza o di lavoro, di cultura o di ambiente, oppure di cosa succede davvero in Europa o in Abruzzo.
Abbiamo trasmesso più sul web che su altri canali, ma siamo solo ai primi passi. Le possibilità sono molto più grandi. E ci muoveremo, compatibilmente con i mezzi che avremo, per stare sulla cronaca degli avvenimenti correnti.
Moltissimi ancora non ci conoscono nemmeno. Pandora TV è nata per esprimere la voce dei mille gruppi di cittadini che lavorano per un nuovo modo di vivere e consumare. Noi li invitiamo a fare conto sul nostro canale, che li trasmetterà e che sarà il loro. Pandora Tv è di tutti quelli che vogliono non solo vederla e sentirla, ma servirsene.
In piccola scala, è stata costruita un'agenda televisiva insolita, che ti dà l'idea di come potrebbe essere potente una TV con più mezzi, che intenda diffondere quel che qualcuno non vuole che tu sappia, e che riesca a neutralizzare le armi di distrazione di massa. In ogni caso una voce chiara di alternativa.
I soldi rimasti ora sono molto pochi. Tra i fini del progetto e i mezzi a disposizione non c'è equilibrio. Ricorrere a grandi finanziatori (sempre che ci siano per un progetto del genere) significa scendere a patti.
Intanto ecco il nostro nuovo sito, un sito migliore, più ampio, più a misura dei compiti che ci siamo prefissi. Un progetto che sarà realizzato da giovani, per parlare ai giovani, uscendo da linguaggi autorefenziali e dai 'grandi nomi', perché il suo obiettivo non sarà parlare a chi già sa, ma a chi vuole sapere e non ha mezzi, né guide. Ma per riuscirci serve una cosa: il tuo sostegno.
Se hai già versato, diffondi la notizia a nuovi sottoscrittori.
Se invece non hai già versato, allora fallo subito. La qualità dell'informazione costa, ma ne vale la pena. Noi ci impegniamo ad adeguare un piano finanziario che riavvii il progetto e corregga gli errori organizzativi.
Possiamo farcela, impegnandoci insieme: il momento giusto è adesso.
Anche questa estate, come accade oramai da ventuno anni, l'Italia ospiterà circa cinquecento bambini sahrawi.
"Si ha democrazia quando i cittadini sono esposti al maggior numero di informazioni possibili".
Il buon giornalismo è uno dei fondamenti della democrazia di un paese. Non dimentichiamocelo mai.