Da Pandora SOS per l' Italia
Italia, aprile 2009.
Cari marziani,
Da queste parti succedono cose spaventose. Siamo ormai rassegnati al
peggio e come tali incapaci di capire il progressivo e inesorabile
aggravamento della nostra condizione.
Ogni giorno i nostri governanti misurano la loro arroganza sulla pelle
dei cittadini. Non lo fanno in silenzio, di nascosto, ma in maniera
plateale, ostentata, manifesta.
Non è la rivoluzione ad andare in onda, ma la repressione delle nostre
capacità di dissenso.
Questa settimana l'ultimo esempio. Un terremoto fa 300 vittime e
decine di migliaia di sfollati. Sarebbe stato normale, come in
passato, che l'informazione avesse cercato di capire le ragioni di una
tale tragedia in una zona sismica, comprendere perché siano rimasti
inascoltati gli allarmi dei giorni precedenti al disastro, accertare
la rapidità dei soccorsi e rintracciare eventuali responsabilità
umane.
Invece no: il nostro governo non vuole essere infastidito, non accetta
domande, interpreta ogni critica come delitto di lesa maestà. Manda le
sue telecamere per spiare il dolore della povera gente, per sfruttare
l'efficienza dei soccorsi e il dovuto lutto nazionale a proprio uso e
consumo.
Che ci crediate o no, cari marziani d'Europa, le cose stanno così. Le
poche trasmissioni di inchiesta, come Annozero o Report, che tentano
di illuminare le zone d'ombra della propaganda ufficiale, vengono
continuamente criminalizzate. E le persone che lavorano per
un'informazione diversa allontanate mezzo lettera da Mamma Rai. Ieri
Enzo Biagi, oggi Vauro, domani vedremo.
Ogni forma di critica è soggetta a intimidazione. Giornalisti,
vignettisti, magistrati: chi prova ad alzare una mano per porre
interrogativi rischia di perdere il braccio. Sono graditi solo la
riverenza e l'ossequio assoluto. Marziani d'Europa, abbiamo urgente bisogno del vostro intervento.
Non lasciateci soli.
Aiutateci
"Si ha democrazia quando i cittadini sono esposti al maggior numero di informazioni possibili".
Il buon giornalismo è uno dei fondamenti della democrazia di un paese. Non dimentichiamocelo mai.