19-06-2009
Finita l'illusione, monta la rabbia per le promesse non mantenute. I terremotati d'Abruzzo sono giunti a Roma per manifestare la loro indignazione verso il governo che molto ha promesso, si è persino commosso ma che ora, con il decreto legge per la ricostruzione - passato dal Senato al vaglio della Camera - rischia di lasciarli a lungo nelle tende. Quel che contestano è l'impianto base di questa legge che stanzia fondi sul principio di proprietà e non riconosce invece la città come patrimonio collettivo. Così facendo Fintecna, la finanziaria del Ministero dell'Economia, tratterà singolarmente con i proprietari bypassando gli enti locali. Il che significa una ricostruzione a pezzi e non della città nel suo complesso. Forti e gentili sì, fessi no!
di Agostino Loffredi, Enrico Mugnai, Nadia Pietrafitta
Ignazio Silone dipinse nelle pagine delle sue opere lo spaventoso terremoto di Avezzano del 1915. La penna ironica di ...
La televisione è - e sa di essere - un mezzo potentissimo. Con il terremoto che ha colpito l'Abruzzo ha dimostrato, salvo alcune rare eccezioni, tutta la propria arroganza.
Le reazioni raccolte nella tendopoli di Onna, all’indomani delle dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi alla televisione tedesca N TV
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