Details

https://www.facebook.com/diegofusarofilosofo/

(909)

  • marcoferro

    moriremo di semantica, a parte l’inglese esiste da qualche anno anche in italiano nell’era dello stupido politicamente corretto di cambiare le parole per indicare la stessa cosa. zoppo, cieco e muto diventano diversamente abili, spazzino operatore ecologico e così via, fino alle follie da tso della boldrini nel volere usare termini come presidentessa, ministra, sindaca e cazzate varie. quindi il camionista dovrebbe essere camionisto secondo quella demente. quindi parliamo più italiano, ma un italiano alla vecchia maniera e senza ipocrisie….

  • paco

    Bravo, bravo, bravo. Il processo di cancellare il passato, la storia riguarda anche la lingua e la stessa identità. Siamo diventati numeri, consumatori, clientoni.

  • Aldo Ammendola

    E’ una pratica che utilizzo da oltre vent’anni perché mi rifiuto di sottostare alle “parolette magiche” che ci propinano i nostri amati governanti. Parole da bancari, non da economisti, parole male apprese, oltretutto, e quindi spesso adoperate a sproposito: quando Ventris e Chadwick decifrarono la scrittura “Lineare B”, per non turbare l’ambiente ne diedero l’annuncio con un titolo che volutamente utilizzava la cauta parola “Evidence” che significa “indizi”, “elementi indiziari”. Ma cercate nell’attuale pubblicistica scientifica la traduzione di quel termine: tutti traducono “prove”, che è altra cosa ! D’altra parte, Daniela Maddalena nel suo “Il cretino cognitivo” (del 1997) faceva già rilevare che i termini stranieri utilizzati nei discorsi o negli scritti hanno la funzione di contundere, per impedire che l’ascoltatore (o il lettore) abbia il tempo di comprendere il ragionamento in cui sono utilizzati. Il cretino cognitivo, insomma, è un ignorante, un insicuro che si difende mediante la barriera del linguaggio ermetico da pseudo specialista orecchiante; oppure un truffatore che si sforza di intimidire chi vuol sottomettere.