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Negli USA la probabilità di essere assassinato da un poliziotto è cento volte maggiore rispetto al Regno Unito. Nel 2014 negli USA sono state 450 le vittime di poliziotti fuori controllo, secondo i dati ufficiali. Ma secondo stime più accurate sarebbero circa 1.500 le persone, appartenenti a minoranze etniche, uccise dalle forze dell’ordine lo scorso anno negli Stati Uniti.

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  • marcoferro

    è una polizia formata da nazisti psicotici. braccio armato della elite, della govenance americana.

  • davide lenci

    In America hanno la svastica nel sangue, per cui c’è davvero poco di cui meravigliarsi se uccidono qualcuno di diverso.
    Una volta da come mi ha raccontato mio zio, negli Stati uniti hanno ucciso
    più di 5 milioni di italo-americani e tanti altri cittadini di origini slave, quindi dimmi te quanto possa rimanerne scioccato da tali assassini.
    Già il fatto che hanno inventato uno stupido gioco dal nome Knockout Game,
    il quale ha la regola di tirare un pugno al povero malcapitato e portarlo alla morte,
    in molti qui in Italia girano di notte e mietono molte vittime,
    senza contare quante persone ( Anche quelle civili. )sono armate di coltello e di armi da fuoco in quella nazione piena di psicopatici.
    Anche gli afroamericani sono diventati dei nazisti, allo stesso modo fanno gli ebrei, come si intitola un film di Roberto Benigni ” Non ci resta che piangere. “, purtroppo vedo più gente disperata e che continua a chiedere di essere tratti in salvo, ma che invece vengono torturati perché appartengono ad un partito oppositore, sono stati uccisi anche quando fu stipulato il secondo accordo di Minsk. Ormai siamo arrivati oltre il livello di sopportazione con questi americani invadenti e barbari fino al midollo, poiché sono rimasti il solito popolo incivile.

  • Gianfranco Menotti

    Vorrei chiedere a Pino Cabras di illustrare meglio il business cui fa accenno alla fine del pezzo.Gli USA sono nelle guerre da prima del 1918,e ogni generazione ha sperimentato l’invio in combattimento.I reduci ne saranno usciti traumatizzati e violenti o tranquilli come pasque? Negli USA c’è il massimo della libertà nell’acquisto di armi.Negli USA se sei un vero uomo devi ubriacarti per ogni evento spiacevole che ti accada e devi fare a cazzotti a destra e a manca ,se sei un vero uomo.Negli USA conta se diventi ricco, non come.e anche l’uso del crimine,almeno nei film che ci arrivano, viene visto assolutorio se la fai franca e vai alle Bahamas a prendere il sole con tante donnine,pagate, che ti attorniano.Negli USA, mi raccontano,se esci a passeggiare la notte lo fai a tuo rischio e pericolo,le rapine sono viste con simpatia e anche le vittime sono così abituate che scherzano pure con il rapinatore.Questo sempre nei films.Gli homeless nessuno li censisce e per la loro sparizione nessuna statistica o studio si cura di studiare il fenomeno.Però in USA c’è la libertàaaa.anche di restare analfabeta ma con sempre spalancata la porta per la felicitàaaa perche’ gli USA sono il paese delle opportunitàaaa.I socialdemocratici tedeschi del 1800 quando discutevano su come migliorare la società arrivarono a proporre uno stato socialista che avrebbe dovuto preparare il terreno ad una società comunista ,intendendo senza frontiere e senza eserciti per difendere le frontiere dove i popoli avrebbero collaborato nel rispetto reciproco delle proprie culture,senza più stati nazionali ma solo poteri regionali eletti in modo democratico con parità di doveri e soprattutto di diritti a cominciare dalla scuola.E poi il merito. i migliori alla testa di ogni istituzione poichè questa carica è segno di rispetto e onore che non dà privilegi economici.Ecco forse fra duecento anni

  • Gianfranco Menotti

    Vorrei chiedere a Pino Cabras di illustrare meglio il business cui fa accenno alla fine del pezzo.Gli USA sono nelle guerre da prima del 1918,e ogni generazione ha sperimentato l’invio in combattimento.I reduci ne saranno usciti traumatizzati e violenti o tranquilli come pasque? Negli USA c’è il massimo della libertà nell’acquisto di armi.Negli USA se sei un vero uomo devi ubriacarti per ogni evento spiacevole che ti accada e devi fare a cazzotti a destra e a manca ,se sei un vero uomo.Negli USA conta se diventi ricco, non come.e anche l’uso del crimine,almeno nei film che ci arrivano, viene visto assolutorio se la fai franca e vai alle Bahamas a prendere il sole con tante donnine,pagate, che ti attorniano.Negli USA, mi raccontano,se esci a passeggiare la notte lo fai a tuo rischio e pericolo,le rapine sono viste con simpatia e anche le vittime sono così abituate che scherzano pure con il rapinatore.Questo sempre nei films.Gli homeless nessuno li censisce e per la loro sparizione nessuna statistica o studio si cura di studiare il fenomeno.Però in USA c’è la libertàaaa.anche di restare analfabeta ma con sempre spalancata la porta per la felicitàaaa perche’ gli USA sono il paese delle opportunitàaaa.I socialdemocratici tedeschi del 1800 quando discutevano su come migliorare la società arrivarono a proporre uno stato socialista che avrebbe dovuto preparare il terreno ad una società comunista ,intendendo senza frontiere e senza eserciti per difendere le frontiere dove i popoli avrebbero collaborato nel rispetto reciproco delle proprie culture,senza più stati nazionali ma solo poteri regionali eletti in modo democratico con parità di doveri e soprattutto di diritti a cominciare dalla scuola.E poi il merito. i migliori alla testa di ogni istituzione poichè questa carica è segno di rispetto e onore che non dà privilegi economici.Ecco forse fra duecento anni

  • Tiziano Salinas

    Io vivo da 18 anni e di violenza ne vedo di più ogni volta che torno in Italia che qui negli USA. Forse dovreste prendere un aereo e farvi un’ esperienza personale piuttosto che ascoltare quello che vi somministra la televisione.

    • Pino Cabras

      Anch’io ho vissuto e
      lavorato negli USA, visitando quel grande paese in lungo e in largo,
      prendendo dunque ben più di un aereo. La percezione del tasso di
      violenza rischia di essere un’esperienza personale, basata sui luoghi
      e i quartieri che si frequentano. Ma le cifre che cito possono essere
      prese prevalentemente da altre fonti che non l’esperienza personale
      diretta: statistiche ufficiali, libri, media, colloqui con esperti,
      ecc. E’ in quel modo che veniamo a sapere che la polizia statunitense
      uccide centinaia di persone all’anno, se non migliaia. Se negli
      States non c’è un problema di gestione dell’ordine pubblico più
      grave che da noi, come lei afferma, sig. Salinas, allora sarebbero
      inspiegabili quelle cifre, così come non si spiegherebbe che gli USA
      hanno la più numerosa popolazione carceraria del mondo. Pur avendo
      meno del 5% della popolazione del mondo, gli Stati Uniti hanno infatti circa
      il 25% della popolazione carceraria planetaria. Negli States la
      violenza e la povertà, spesso combinate, non si vedono da certe
      angolazioni, perché vengono segregate, ghettizzate: si affronta la
      povertà, l’anomia dei quartieri e il degrado di interi ‘suburbs’
      mettendo i poveri in prigione o affrontandoli militarmente. Interi
      quartieri sono delle polveriere che regolarmente s’incendiano, perché
      gli episodi di innesco non cessano.

      • Tiziano Salinas

        In effetti la quasi assoluta mancanza di violenza (in pubblico) penso sia dovuta anche al fatto che chiunque si dimostri violento finisce in carcere per lunghi periodi ed in quel modo viene eradicata la violenza dalle strade. Uno dei pochi sfoghi per questa violenza repressa sono poi le forze armate, con le conseguenze che conosciamo; ma questo è un altro discorso.
        Secondo varie statistiche ci sarebbero sirca 3.5 milioni di persone in carcere, ovvero l’ 1% della popolazione. Non credo che rappresenti il 25 percento della popolazione carceraria ma è decisamente una grosa percentuale. Bisogna poi tenere in mente che la maggioranza delle strutture carcerarie sono di proprietà e gestiti da grandi aziende e generano redditi sostanziosi per gli azionisti.
        Ci tengo a chiarire una cosa: qui le persone non vengono ghettizzate; si ghettizzano volontariamente. Le varie razze e culture tendono ad associarsi in certe aree per sentirsi parte di un gruppo di simili, un pò come fanno gli immigrati in Italia e gli emigrati italiani all’ estero (qui li troviamo nelle varie Little Italy) o gli animali in natura.
        Io ho lasciato l’ Italia per gli USA per seguire il miraggio di poter vivere in una società più civilizzata e mi sono ritrovato in un paese che ha più o meno gli stessi problemi dell’ Italia. Ed il problema è la natura degli esseri umani.
        Solo dopo aver vissuto oltre oceano capisco la profondità e saggezza del detto “tutto il mondo è paese” che da sempre ripetono gli emigranti.

      • Gianfranco Menotti

        Abbaglio clamoroso ! tra la quarta e la quinta riga. E’ la vita militare esercitata nel pratico in guerre varie dai giovani provenienti dalle classi meno abbienti che forma il comportamento violento dei reduci e non viceversa.

      • Tiziano Salinas

        Non condivido. I reduci sono una piccola percentuale dei criminali. Piuttosto, tantissimi ritornano con il PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) che causa introversione, depressione (forse come reazione alla troppa violenza che hanno vissuto) ed un’ altissima percentuale di suicidi.
        Piuttosto, bisogna capire che l’ americano medio è una persona molto semplice, di poca cultura, poco sofisticata e quindi facile da impressionare. Quelli che si arruolano sono per la metà poveracci che non sanno come tirare a campare perchè non sono andati a scuola; quelli di certo in guerra non ci vogliono andare. Un’ altra metà lo fa perchè crede alla propagranda del governo, il quale dichiara che la guerra è per “difendere la partia contro gli attacchi dei terroristi che vogliono distruggere l’ America perchè odiano la libertà”. E ci credono pure; e sono visti come dei partigiani.

      • Gianfranco Menotti

        Va bene ,avrai sicuramente ragione ,ma anche il suicidio può essere assimilato ad un comportamento violento ,o no?E quando il malessere è così presente e ,manca la prospettiva di risoluzione della ragione portante della disperazione,questa viene trasmessa al proprio ambiente favorendo un humus fertilizzante, i comportamenti asociali anche nei giovani , secondo me