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Riproponiamo un reportage girato a Roma nel 2013, purtroppo ancora di stretta attualità. Sotto i diktat dell’austerità e dell’economia finanziaria la geografia della povertà si è allargata, includendo tra i propri confini anche la cosiddetta “classe media”.

-Scritto, diretto e montato da Samyra Musleh Videolance
-Fotografia e ripresa di Andrea Scarcella Oncut
-Con la partecipazione di Barbara valente OnCut

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  • Mylan Key

    C’e’ gente che ha sempre lavorato dalla campagna all’ ufficio e con tanto di diploma e laurea , ed ha perso persino famiglia . E’ disarmante passare con il lavoro che passa il convento , dalle offerte di lavoro dei nuovi borghesi , a percentuale , a tempo determinato e a giornata , e solo dopo selezione di casta eta’ e immagine , e solo nella classe bisnes del vendi e rivendi e fa’ contratti , quando per avere un lavoro comune devi pure essere sottopagato, sottomesso dalle cooperative , e con tanto di raccomandazione . E chi lavora al di fuori di questo contesto trovando un buco, e’ pura fortuna .
    Lo Stato NON sovrano ne crea lavoro, ne inserisce nessuno , ne finanzia direttamente un progetto , DELEGA A MAFIA E FINANZIAMENTI MIRATI DA SETACCIARE , e paga traffici umani e li sostiene , dando pure i beni pubblici come le case a questi extra sena arte e ne parte, privando gli italiani, CHE CRESCERANNO E ANCHE DI BOTTO NEGLI EVENTI, A TROVARSI PER STRADA .
    E non si sa’ come molti extra come campano senza lavoro in Italia , hanno macchine , vestiti e sono sempre a giro . E’ una soddisfazione a crisi vere, vedere gli italiani che si riprendono le case popolari . Intere famiglie possono non essere piu’ capaci di viverci fra lavoro che manca e affitti da pagare. Niete da ridere e da esagerare. tempo al tempo . Il sociale e’ una bomba che cresce sempre di piu’ e prima o poi scoppia .